AFFRONTARE LE ROTATORIE

14-02-2025 / 14-04-2025 - SALVACICLISTI

Superare una rotatoria per un ciclista non è quasi mai semplice.
Create per snellire il traffico, queste intersezioni stradali consentono ai veicoli di rallentare ma, teoricamente, senza doversi necessariamente fermare come avviene invece ai semafori col luce rossa, agli stop ma anche alle strade senza diritto di precedenza. Negli ultimi trent’anni le rotatorie si sono moltiplicate a dismisura e per i ciclisti è normale affrontarne a decine nelle loro lunghe pedalate.
Alcune sono semplici altre sono decisamente rischiose, specie quelle situate in prossimità degli svincoli di autostrade, superstrade, tangenziali, ecc. Nei casi più estremi sarebbe meglio cambiare percorso: meglio fare qualche chilometro in più ma evitare questi “nodi” tanto critici.
Il problema è che i ciclisti sono utenti deboli della strada che automobilisti e camionisti hanno la pericolosa tendenza a non “vedere”. Questo vale sempre ma alle rotonde questo fenomeno si acutizza: è un fatto che un gran numero di incidenti che avvengono alle rotatorie ha come vittime dei ciclisti.
Il Codice della strada, come sempre, non tutela in alcun modo il conduttore di bicicletta. Un po' perché è stato scritto nel 1992 quando le rotatorie non erano frequenti, un po' perché il legislatore non brilla per sensibilità ciclistica, nel 1992 come oggi!
L’approfondimento di questa settimana tratta di come affrontare le rotatorie quando si è sulla propria bicicletta, sia essa una bici da corsa o da passeggio. Nell’articolo vengono dati alcuni suggerimenti dettati dall’esperienza di anni di ciclismo e dalla consultazione di fonti italiane e estere.
Buona lettura.